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Lasciatevi certificare!

Oggi vorrei condividere con voi l’esperienza che ho avuto da neolaureata nell’affrontare i primi colloqui, ancora quando stavo cercando di capire che tipo di carriera volevo intraprendere. In uno degli ultimi post vi avevo già allegato il mio CV (nelle sue varie versioni) ma tanto per darvi un’idea, questa era la mia solita presentazione:

  • Neolaureata in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale presso l’Università Statale di Milano, 110 e Lode.
    Lingue di lavoro INGLESE e TEDESCO = 2 anni di studio 
  • Laureata in Mediazione linguistica e culturale presso l’Istituto Superiore per Interpreti e Traduttori Fondazione Milano Lingue, 110 e Lode.
    Lingue di lavoro INGLESE e TEDESCO = 3 anni di studio
  • Diploma linguistico presso l’Istituto Superiore G. Bertacchi di Lecco
    Lingue di lavoro INGLESE, TEDESCO e FRANCESE = 5 anni di studio 
  • Traduzione dal tedesco all’italiano di una guida turistica per Edizioni Casagrande
  • Creazione di un glossario multilingue sui temi Expo 2015 (De<>Ita)
  • Stage presso un’azienda attiva nella produzione di accessori moda a Stolberg, Germania

Le mie esperienze lavorative forse sono sempre state concentrate sulla lingua tedesca, ma ci credete che a ogni singolo colloquio mi hanno sempre chiesto:

Ma lei parla anche inglese?

Ora, se volessimo fare un calcolo, senza contare elementari e medie, di inglese avrei alle spalle 10 anni di studio, di tedesco sarebbero 8 anni e infine 5 di francese.

Come caspita viene in mente a questi esaminatori che io non sappia parlare inglese? 

Da qui è partita la mia riflessione sulle certificazioni di lingua: se una doppia laurea in lingue lascia ancora dei dubbi sul fatto che io sappia parlare o meno una delle mie lingue di lavoro, una certificazione ufficiale dovrebbe fugare ogni dubbio. Per questo alla fine ho scelto di investire tempo e denaro nella preparazione e nell’esame del Certificate of Proficiency in English, livello C2 (SUPERATO CON GRANDE SUCCESSO!).

Se siete metodici come me e scegliete di iscrivervi anche a un corso di preparazione all’esame, siate pronti a sborsare un sacco di soldi. Ne varrà la pena? IO vi confesso di no! Il corso offerto dal British Council vi dà un’idea di come sarà l’esame che andrete ad affrontare, vi farà fare gli esercizi di ascolto che altrimenti da soli non fareste mai e vi permetterà di esercitarvi un pochino anche nella produzione orale. Ma per il resto, tutto dipenderà da voi e dalle vostre conoscenze. Qualche mese di studio non vi darà la certezza di imparare tutte le espressioni, i modi di dire e i phrasal verbs del mondo.

Ciò nonostante, resto del tutto convinta che aggiudicarsi la massima certificazione in una lingua sia la cosa migliore per un esperto linguistico alle prime esperienze. È sinonimo di professionalità ed è una prova concreta e riconosciuta delle vostre capacità. Che vengano pure a chiedermi ora se parlo inglese!

What I am working on today
Non avrei mai voluto lasciare le bellissime montagne del Rifugio Alpe Dosso, ma dopo due splendide settimane sono tornata anche io alla normalità. Si sente subito che c’è aria di vacanze: le email sono ridotte al minimo e i lavori… bè, non pensiamoci troppo. Continuo imperterrita a inviare candidature e a proporre collaborazioni. La strada è quella giusta!

Days left until doomsday 
5 mesi e 18 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

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Un sito web vale più di mille CV

Nel post di settimana scorsa ho giusto solo accennato alla necessità, per ogni professionista che si rispetti, di crearsi un proprio sito web. Le ragioni sono chiare e cristalline:

  • vi permette di avere una presenza sul web non indifferente (ricordatevi però di settare al meglio le impostazioni SEO)
  • è praticamente un CV online alla portata di tutti che però vi permette di mettere per iscritto tutto ciò che un CV normale non riesce a contenere
  • è un mezzo per il cliente per verificare che non siete un qualche tipo di scammer 
  • è un segno distintivo di professionalità 

Se non sapete bene da dove iniziare, come sempre il web offre diverse possibilità per scoprire ciò che fa per voi. Se per il momento non volete investire mille mila euro in un programmatore e grafico che vi realizzi un sito personalizzato (e direi proprio che non è il momento), la scelta è molto semplice. Io personalmente ho cercato di capire come sono stati realizzati alcuni dei miei siti di traduttori preferiti e sono partita da lì. Alla fine mi sono lasciata convincere dai template di Wix, ma anche WordPress è sempre un’ottima opzione. Da questo punto di vista così tecnico, la scelta dipende tutta da voi 😛

E i contenuti?

Vorrei cercare di spiegarvi come si è sviluppato il mio sito e sarei felice di sentire qualche vostro parere a riguardo. Ovviamente questo è solo uno dei tanti formati possibili, però trovo che sia quello che più mi si addice 🙂

  • PAGINA INIZIALE: semplice e chiara. Si deve capire subito chi sei, cosa fai e come possono contattarti. Io di mio poi ho aggiunto una brevissima presentazione per spiegare perché ho scelto di avviare la mia attività di traduttrice, per cercare di trasmettere tutta la mia passione e la mia voglia di realizzare grandi progetti e di avviare interessanti collaborazioni. In più ho deciso di mettere una mia foto in primo piano per trasmettere il messagio che, quando si parla del mio lavoro, credo in quello che faccio e non ho paura di metterci la faccia.
  • CHI SONO: la sintesi qui è essenziale. Se mi dovessi immedesimare in un ipotetico cliente, visiterei questa pagina per poter capire chi è la persona che mi trovo davanti. Per questo ho inserito qui un accenno alla mia formazione per rinforzare il profilo professionale che sto presentando (con anche un link al mio CV) e come al solito ho aggiunto una nota sulla mia personalità: sono una persona solare e attiva e credo che sul lavoro un atteggiamento positivo sia fondamentale, quindi perchè nasconderlo?
  • MISSION: in questa pagina mi sono concessa un po’ di spazio per spiegare cosa vuol dire per me essere traduttrice e per dare concretezza alla mia professionalità. Forse saranno davvero in pochi a leggere ciò che ho scritto qui, ma è stata comunque un’importante occasione per me per capire veramente perchè voglio fare la traduttrice.
  • SERVIZI: un must che si spiega da sè. Il sito web è una vetrina e come in qualsiasi altro negozio, il cliente deve avere un’idea di ciò che può comprare ancora prima di entrare. Il tutto deve essere presentato in modo chiaro e convincente. L’obiettivo è di convincere il cliente che siete la persona che stava cercando.
  • CONTATTI: per ora mi è solo capitato di essere contattata via mail (anche da clienti che mi hanno trovato proprio tramite il sito – ebbene quindi funziona!), ma magari esiste ancora qualcuno che usa questi form, quindi sempre meglio inserirlo.

Infine, non dimenticate di mettere sul sito tutte le modalità possibili per contattarvi: mail, telefono, Skype, Proz, LinkedIn, Facebook Google+ e perchè no? Anche Instagram.

What I am working on today
In questo momento probabilmente sarò sulla via di ritorno da Alpe Dosso. Sono 3 ore di camminata dal rifugio a valle, l’avevo già accennato? Da lunedì tornerò all’opera come sempre con il mio infinito entusiasmo.

Days left until doomsday 
5 mesi e 25 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

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CV: non poteva mancare un post sul CV

Non so se sono la persona più adatta per dare consigli su come scrivere un curriculum BOMBA: ci sono davvero mille post su questo argomento scritti da persone ben più preparate di me e che probabilmente avranno pensato al CV perfetto ben più nel dettaglio. Da gennaio a oggi il mio CV ha cambiato immagine già almeno tre volte e nonostante i numerosi apprezzamenti ricevuti sulla mia presentazione finale, non posso dire con certezza di aver trovato il CV perfetto.

Come sempre il mio consiglio è uno: leggete, leggete, leggete. Da Wired al Corriere a mille altri siti, in moltissimi si sono occupati della creazione di un CV a prova di colloquio. Certo che, a un aspirante traduttore freelance, un CV che faccia fare bella figura ai colloqui interessa solo relativamente. Ma ne siete proprio sicuri? Alla fine, nel nostro lavoro, ogni candidatura, sia essa a un’agenzia o a un cliente diretto, è come se fosse un colloquio e proprio per questo, nel nostro caso, sarà il nostro CV a doversi presentare in giacca e tailleur e mostrarsi professionale e al contempo affidabile e interessante.

Leggete per esempio i post sul blog Appunti di una traduttrice che ho già citato più e più volte. In soli 6 post scoprirete tutto ciò che c’è da sapere sui CV, con interessanti approfondimenti sull’aspetto sia grafico che contenutistico, tutto declinato a misura di freelance.

Non mi voglio dilungare su cosa scrivere e cosa non scrivere e lascio a voi la ricerca su Dio-Google, ma ecco un paio di consigli frutto della mia esperienza personale:

  • un CV (purtroppo) deve essere prima di tutto bello da vedere. Con questo non voglio dire che i contenuti non contino niente, ma è molto probabile che un CV scritto male e proprio visivamente poco interessante non venga neanche preso in considerazione. Vi faccio un esempio: quale scegliereste tra questi tre?cv a confronto.png

    Se come me non siete dei maghi di grafica, non disperate: come sempre basta cercare online qualcosa tipo “effective visual resume” e lasciarsi ispirare. Cercate il formato che più vi rappresenta e lanciatevi nella compilazione.

  • Non parlatemi di Europass perchè mi fa davvero accapponare la pelle. L’unica utilità che ho mai trovato nel CV in formato europeo è come riferimento per verificare di aver inserito tutte le informazioni base. Per il resto, accettare di essere registrati come fossimo tutti fatti con lo stesso stampino proprio non si addice alla professione da freelance, nella quale è fondamentale puntare su ciò che ci rende unici e non uguali agli altri.
  • Quanto tempo dedicare al CV? Tutto il tempo necessario! Tra la ricerca, le prime versioni, il tempo dedicato all’aspetto grafico e alla cover letter, secondo me ci ho dedicato 3 settimane buone. Lo so che sembrano un’eternità ma condensare tutto ciò che siete e sapete fare in due misere paginette in modo convincente non è certo facile e proprio per questo richiede del tempo.
  • Cosa inviare insieme al CV? Possibilmente nulla: il CV dovrebbe essere in grado di contenere tutto. Al massimo sarà poi il cliente a chiedervi dei campioni del vostro lavoro, certificazioni o quant’altro.
  • Avete pensato anche di crearvi un CV online? LinkedIn è sicuramente un’opzione, ma l’idea migliore sarebbe anche crearvi fin da subito un sito web. Questo è il primo passo per mostrarsi professionale agli occhi di qualsiasi persona riceva il vostro CV. Di sicuro vi sarà già capitato di visitare il mio sito. L’ho realizzato con Wix e comprando anche il dominio non costa uno sproposito ed è facile da realizzare.

What I am working on today
Al momento mi trovo nel rifugio Alpe Dosso nelle Orobie Valtellinesi a lavorare come camp leader di un gruppo di volontari stranieri provenienti da varie parti del mondo che si sono riuniti in occasione del campo di volontariato organizzato da Legambiente Lecco. Sarò di ritorno fra una settimana xD Sopravviverò a questa full immersion nella vita di montagna?

Days left until doomsday 
6 mesi e 1 giorno

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

 

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Mentoring si / mentoring no

Do. Or do not. There is no try.

Penso di aver sempre sognato di trovare un mentore come Yoda che mi dicesse esattamente chiaro e tondo quello che dovevo fare. Per un traduttore al suo primo anno di vita, avere un mentore è un sogno che si avvera, un faro nel buio assoluto.

Ma come si trova un mentore?

La risposta è molto semplice: non si trova! Capita e basta.
Ok, su Proz, se andate a vedere, esiste effettivamente un programma di mentoring che permette a traduttori alle prime armi di contattare traduttori più esperti, ma mi è sempre sembrata una tecnica un po’ macchinosa per trovare un mentore.

Il fatto è che, secondo me, non ci si dovrebbe alzare la mattina con l’obiettivo “ora vado a caccia di mentori”, ma non bisogna neanche aspettarsi che un mentore ti si presenti davanti casa. La parola chiave qui è NETWORKING:

  • prima di trovare il mentore giusto, dovrete per lo meno iniziare a conoscere dei traduttori e a costruire la vostra rete (vedi Da dove iniziare?);
  • a quel punto, tra tutti i traduttori ne salterà pure fuori uno con cui vi trovate particolarmente a vostro agio, no? Con cui avete un’affinità particolare, diciamo;
  • non nascondete i vostri dubbi e non vergognatevi mai se avete bisogno dell’aiuto e dei consigli di un traduttore più esperto;
  • spetterà poi a lui o lei ufficializzare la cosa definendosi mentore.

Alla fine però, è davvero necessario definirsi mentore&mentee per dare vita a una relazione favorevole per entrambi? Tutti i traduttori più esperti disposti a rispondere alle vostre domande e a guidarvi / aiutarvi possono essere considerati mentori. Voi che ne dite?

Cosa potete aspettarvi da una relazione mentor-mentee?

Non aspettatevi di aver trovato la soluzione a tutti i vostri problemi, una scusa per poter lavorare meno (è esattamente l’opposto) e soprattutto non aspettatevi che il vostro mentore sia sempre lì a vostra completa disposizione. Un mentore è un maestro da cui dovrete imparare il più possibile, quando si presenterà l’occasione. Se sarete fortunati magari sarà proprio lui/lei a passarvi i primi lavori e a mostrarvi come porre rimedio ai vostri errori e colmare le vostre mancanze. Un mentore però non vi svelerà certo i grandi segreti della traduzione e non potrà mai dirvi semplicemente: “Sì, guarda, la porta per il successo è lì in fondo a sinistra“. Se non sarete voi per primi a esporre le vostre perplessità, il mentore non potrà certo guidarvi nella giusta direzione, poiché ciò che per il mentee potrà sembrare un enigma indissolubile per il mentor è ormai una quotidianità assolutamente priva di mistero.

Perché diventare mentore fa paura?

Conosco tanti traduttori alle prime armi e altrettanti traduttori esperti, ma nessuno di loro mi ha mai confidato di essere mentore o mentee di un altro traduttore. Non credo proprio sia per via della mancanza di volontà da parte dei traduttori agli inizi, anzi! Ma allora, cos’hanno i traduttori esperti contro il mentoring? In questi mesi mi sono fatta qualche idea:

  • fare il mentore è un lavoro che richiede molto tempo (eppure dà anche tanta soddisfazione);
  • non vi è alcun ritorno economico (eppure, se ci pensate, può liberarvi dei lavoretti meno redditizi e permettervi di focalizzarvi su pesci più grossi);
  • aiutando un altro traduttore ad avviare la sua carriera si alimenta la concorrenza (MA WE ARE NOT THE ENEMY HERE!!).

Al contempo avendo un mentee

  • si elimina dal mercato un traduttore da 3 cent a parola e ogni tipo di concorrenza sleale e ingiusta;
  • si contribuisce in generale alla lotta contro l’abbassamento delle tariffe;
  • si tiene alto lo standard qualitativo delle traduzioni;
  • si dà al traduttore e alla sua professione la dignità che gli spetta.

Il mio appello è a tutti i traduttori già affermati: dateci la formazione di cui abbiamo bisogno e potrete essere fieri del futuro che costruiremo insieme.

What I am working on today
Oggi in realtà mi sto preparando per la partenza. Non per una vacanza, purtroppo, anche se sempre di un’avventura si tratta xD Sarò via per due settimane in alta montagna nelle Orobie Valtellinesi a gestire un campo di volontari stranieri provenienti da tutto il mondo. La mia ricerca di clienti intanto continua: ancora poche risposte, ma almeno qualcuno ha apprezzato la mia cover letter e CV.

Days left until doomsday 
6 mesi e 8 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

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Da dove iniziare?

Determinazione al massimo, sai finalmente cosa vuoi fare della tua vita, sai che ci sarà tantissimo lavoro da fare ma ciò non ti spaventa… E ora? Da che parte si comincia?

Allora avevo ancora qualche esame da dare e la tesi da scrivere, quindi non potevo dedicarmi al 100% alla mia nuova missione, ma tanto meglio.

La prima cosa da fare infatti è leggere, esplorare, capire cosa vuol dire essere traduttore nella vita vera. E non ditemi che non sapete dove cercare perché anche un babbano lo saprebbe. Digitando semplicemente “come diventare traduttore” su google troverete subito alcuni blog e siti che sono da sempre la mia fonte di ispirazione. Ve ne cito solo alcuni:

E chi ne ha più ne metta!

Soltanto iniziando a leggere i post di questi blog/siti avrete da leggere per almeno un anno 😛 e pian piano inizierete a familiarizzare con tariffe, cat tools, partita iva, marketing, networking, associazioni, biglietto da visita, sito web, linkedin, proZ, translatorcafè, agenzie, clienti diretti, specializzazioni, corsi, certificazioni, copywriting, content writing, fatture, prove di traduzione, stage all’UE, glossari.

Dopo tutta questa osservazione passiva ho capito che leggere era solo l’inizio: dovevo e volevo entrare in contatto con traduttori in carne e ossa to get to know them and what they do. La scelta migliore che io abbia mai fatto è stata quella di prendere parte alla Giornata del Traduttore 2015 a Pisa sui temi del marketing e del networking: conoscersi tra traduttori e fare rete. Proprio ciò di cui avevo bisogno.

Ho conosciuto almeno 15/20 traduttori, persone umane da cui ho imparato che

  • anche con 20 anni di esperienza non si smette mai di imparare
  • non sono sola e tutti hanno dovuto iniziare da zero
  • professionalità è sinonimo di qualità
  • la reputazione è tutto
  • l’intraprendenza è una caratteristica insuperabile e indispensabile
  • la rete è la forza di ogni traduttore.

Sono tornata a casa con un mentore e almeno 4 traduttori disposti a darmi qualche dritta.
Un grazie di cuore a tutti loro ^.^

What I am working on today
Oggi si conclude una settimana piuttosto impegnativa. Più mentalmente che fisicamente: ho continuato la conquista dell’internet con l’invio di almeno 50 CV, un compito indispensabile che però risulta sempre molto stressante; ho avviato un progetto di collaborazione con ANITI proprio per parlare agli studenti e aspiranti traduttori del futuro che li attende e  ho iniziato un secondo lavoro in un doposcuola dove potrò insegnare il mio adorato tedesco.

Days left until doomsday 
6 mesi e 15 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com