Mentoring si / mentoring no

Do. Or do not. There is no try.

Penso di aver sempre sognato di trovare un mentore come Yoda che mi dicesse esattamente chiaro e tondo quello che dovevo fare. Per un traduttore al suo primo anno di vita, avere un mentore è un sogno che si avvera, un faro nel buio assoluto.

Ma come si trova un mentore?

La risposta è molto semplice: non si trova! Capita e basta.
Ok, su Proz, se andate a vedere, esiste effettivamente un programma di mentoring che permette a traduttori alle prime armi di contattare traduttori più esperti, ma mi è sempre sembrata una tecnica un po’ macchinosa per trovare un mentore.

Il fatto è che, secondo me, non ci si dovrebbe alzare la mattina con l’obiettivo “ora vado a caccia di mentori”, ma non bisogna neanche aspettarsi che un mentore ti si presenti davanti casa. La parola chiave qui è NETWORKING:

  • prima di trovare il mentore giusto, dovrete per lo meno iniziare a conoscere dei traduttori e a costruire la vostra rete (vedi Da dove iniziare?);
  • a quel punto, tra tutti i traduttori ne salterà pure fuori uno con cui vi trovate particolarmente a vostro agio, no? Con cui avete un’affinità particolare, diciamo;
  • non nascondete i vostri dubbi e non vergognatevi mai se avete bisogno dell’aiuto e dei consigli di un traduttore più esperto;
  • spetterà poi a lui o lei ufficializzare la cosa definendosi mentore.

Alla fine però, è davvero necessario definirsi mentore&mentee per dare vita a una relazione favorevole per entrambi? Tutti i traduttori più esperti disposti a rispondere alle vostre domande e a guidarvi / aiutarvi possono essere considerati mentori. Voi che ne dite?

Cosa potete aspettarvi da una relazione mentor-mentee?

Non aspettatevi di aver trovato la soluzione a tutti i vostri problemi, una scusa per poter lavorare meno (è esattamente l’opposto) e soprattutto non aspettatevi che il vostro mentore sia sempre lì a vostra completa disposizione. Un mentore è un maestro da cui dovrete imparare il più possibile, quando si presenterà l’occasione. Se sarete fortunati magari sarà proprio lui/lei a passarvi i primi lavori e a mostrarvi come porre rimedio ai vostri errori e colmare le vostre mancanze. Un mentore però non vi svelerà certo i grandi segreti della traduzione e non potrà mai dirvi semplicemente: “Sì, guarda, la porta per il successo è lì in fondo a sinistra“. Se non sarete voi per primi a esporre le vostre perplessità, il mentore non potrà certo guidarvi nella giusta direzione, poiché ciò che per il mentee potrà sembrare un enigma indissolubile per il mentor è ormai una quotidianità assolutamente priva di mistero.

Perché diventare mentore fa paura?

Conosco tanti traduttori alle prime armi e altrettanti traduttori esperti, ma nessuno di loro mi ha mai confidato di essere mentore o mentee di un altro traduttore. Non credo proprio sia per via della mancanza di volontà da parte dei traduttori agli inizi, anzi! Ma allora, cos’hanno i traduttori esperti contro il mentoring? In questi mesi mi sono fatta qualche idea:

  • fare il mentore è un lavoro che richiede molto tempo (eppure dà anche tanta soddisfazione);
  • non vi è alcun ritorno economico (eppure, se ci pensate, può liberarvi dei lavoretti meno redditizi e permettervi di focalizzarvi su pesci più grossi);
  • aiutando un altro traduttore ad avviare la sua carriera si alimenta la concorrenza (MA WE ARE NOT THE ENEMY HERE!!).

Al contempo avendo un mentee

  • si elimina dal mercato un traduttore da 3 cent a parola e ogni tipo di concorrenza sleale e ingiusta;
  • si contribuisce in generale alla lotta contro l’abbassamento delle tariffe;
  • si tiene alto lo standard qualitativo delle traduzioni;
  • si dà al traduttore e alla sua professione la dignità che gli spetta.

Il mio appello è a tutti i traduttori già affermati: dateci la formazione di cui abbiamo bisogno e potrete essere fieri del futuro che costruiremo insieme.

What I am working on today
Oggi in realtà mi sto preparando per la partenza. Non per una vacanza, purtroppo, anche se sempre di un’avventura si tratta xD Sarò via per due settimane in alta montagna nelle Orobie Valtellinesi a gestire un campo di volontari stranieri provenienti da tutto il mondo. La mia ricerca di clienti intanto continua: ancora poche risposte, ma almeno qualcuno ha apprezzato la mia cover letter e CV.

Days left until doomsday 
6 mesi e 8 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

E io? Quando ho deciso di diventare traduttrice?

Ora che abbiamo stabilito quali sono le domande da porsi per capire se ha senso lanciarsi a capofitto in un anno di lavoro freelance, cosa ha fatto scattare in me la scintilla?

Ammetto di aver ricevuto un aiutino: nel gennaio 2015, al secondo anno di specialistica, ho ricevuto un’offerta da Edizioni Casagrande per la traduzione dal tedesco all’italiano di una guida turistica ai luoghi energetici del Canton Ticino (appena andato in stampa *_*). Sono rimasta folgorata, ma ero anche terrorizzata: avevo pochissimo tempo ed era il mio primo vero lavoro da traduttrice. Non mi ero mai occupata di un progetto così ampio (255 cartelle circa), ma una volta messe le mani in pasta, sapevo che era ciò che volevo fare nella vita.

Odio parlare di “fortuna” perché non sono il tipo da lasciare il mio destino e il mio futuro al fato e pensare che ci sia un’entità esterna fuori dal mio controllo che determina chi vince e chi perde sembra proprio una scusa bella e buona per chi non ha voglia di rimboccarsi le maniche.

Ma allora come ha fatto una casa editrice svizzera a trovarmi quando la traduzione era ancora fuori dal mio radar?

Fu una mia ex professoressa a passare il mio nominativo alla casa editrice. Non la sentivo già da un paio d’anni e non poteva sapere che avevo abbandonato il sogno di diventare traduttrice. In qualche mail che ci eravamo scambiate dopo la laurea triennale, ricordo,  avevo sempre dimostrato di essere molto appassionata, non avevo avuto paura di confidarle i miei dubbi, le mie debolezze, mi ero lasciata aiutare e guidare.

WP_20150425_002Non ho avuto paura di essere me stessa e ho seguito il mio istinto di affidarmi alla guida di chi era più esperto di me.

It paid off.

Questa qui, ormai l’avrete capito, sono io: la foto è stata scattata quando mi trovavo in Brasile per festeggiare un matrimonio nel 2015. Avevo già consegnato la traduzione e avevo appena ricevuto la notizia che avevo fatto davvero un buon lavoro. Ora sapevo esattamente dove riversare le mie mille energie ed ero pronta a dare il via alla mia nuova avventura.

Tutto questo per dire: non lasciatevi intimidire dalle difficoltà o da obiettivi che sembrano irraggiungibili. Non abbiate paura di essere voi stessi: what you don’t know, you’ll learn. Nessuno potrà mai fermarvi. 

What I am working on today
Ok, settimana scorsa ho mentito: mi sono depressa tantissimo perché erano già passati fin troppi giorni dall’ultima traduzione. Lo so che è ridicolo, ma poi, il non aver passato una prova di traduzione mi ha ancora più messo in crisi :O Mi sono messa a leggere articoli sul senso della vita e su come affrontare gli alti e bassi da freelance. Alla fine sono arrivati due lavoretti in mio soccorso e mi è tornato un po’ il buon umore. Come al solito però il problema è sempre lo stesso: TROPPA EMOTIVITÀ FA MALE! E quindi per tirarsi su una frase di incoraggiamento dalla Female Entrepreneur Association:

Just because you are struggling does NOT mean you are failing. Every great success requires some kind of struggle to get there.

Days left until doomsday 
6 mesi e 18 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

Sicuri che il lavoro di traduttore faccia per voi?

Ho studiato mediazione linguistica alle Scuole Civiche di Milano ed ero partita con l’obiettivo di diventare traduttrice. Sono sopravvissuta con successo ai 3 durissimi anni della triennale, ma alla fine di questo primo percorso l’immagine che mi ero fatta del lavoro di traduttore, vedendo i miei professori, si era completamente distorta: una perfezione IRRAGGIUNGIBILE. Non ho più continuato gli studi in traduzione e mi sono accontentata di una banale specialistica in lingue.

PIRLA!

Una volta conclusi i 2 anni di studio che mi mancavano, la domanda che mi ponevo era sempre la stessa: che cavolo di lavoro mi aspetta da esperta linguistica?

Parlo 3 lingue, non so quasi nulla di diritto, scienze sociali, comunicazione… Anzi no, a dirla tutta, so qualcosina di tutto: TUTTO E NIENTE. Quale sarebbe invece l’applicazione pratica dei miei studi? Cosa mi fa alzare tutte le mattine con entusiasmo e voglia di fare?

La risposta era sempre una: la traduzione.
Interprete? No, perché non ne ho il carattere
Insegnare nelle scuole? Non è mai stata la mia massima aspirazione.
Segretaria in un qualsiasi ufficio? Sì, bè…

Ho risolto ogni mio dubbio dopo aver realizzato che, OVVIO, non sarei mai stata brava fin dall’inizio quanto i miei professori, con 15/20 anni di esperienza alle spalle, ma questo non escludeva di certo il fatto che con il tempo, con la mia infinita determinazione e voglia di fare e di imparare, ce l’avrei fatta!

Tradurre è per me l’applicazione totale di tutto ciò che ho studiato e che amo, la fonte di massima aspirazione e completezza assoluta.

Se anche voi la pensate così, allora non ci sono dubbi: VOI SIETE TRADUTTORI.

What I am working on today
Questa settimana è stata un po’ fiacca. Dopo due mesi intensi di lavoro full time, ammetto che ciò mi ha rattristato un po’, sebbene non mi sia lasciata abbattere del tutto: ho seguito il piano, ignorando ogni tentazione a dubitare di me, e ho iniziato a mandare candidature da tutte le parti. Devo raggiungere le 500 candidature in un anno, you know. Ce n’è di lavoro da fare 🙂

Days left until doomsday 
6 mesi e 22 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

Darsi una scadenza

Nel mio primo post ho citato più volte la decisione di concedermi un anno per far decollare la mia attività di traduttrice. Come ogni altro tipo di business, avviare una carriera da libero professionista è un investimento:

  • di tempo
  • di energie
  • di denaro

Tim Urban durante una sua presentazione per Ted Talks, inside the mind of master procrastinator, afferma:

If you want a career where you’re a self-starter — something in the arts, something entrepreneurial — there’s no deadlines on those things at first, because nothing’s happening, not until you’ve gone out and done the hard work to get momentum, get things going. […]

Now if the procrastinator’s only mechanism of doing these hard things is the Panic Monster, that’s a problem, because in all of these non-deadline situations, the Panic Monster doesn’t show up. 

Senza una scadenza quindi si rischia davvero di cadere in un vortice infinito in cui tutti i vostri sforzi andranno facilmente perduti.

So che quando si parla di realizzare i propri sogni, parlare di soldi forse stona un po’, ma non si può sfuggire dalla realtà: money doesn’t grow on trees.

Forse siete così fortunati da avere qualcuno che vi sostiene o magari disponete di un conto in banca bello sostanzioso, ma proprio per questo è importante fissare una scadenza: prima o poi il conto in banca si svuoterà e per quanto sia piacevole fare i mantenuti, a un certo punto, se le cose non vanno come devono andare, bisogna anche capire che magari tradurre non è la strada giusta per voi.

Perché ho scelto proprio 1 anno?

Corinne McKay nel suo libro How to succeed as a freelance translator, parlando della fase startup scrive:

Do not expect the startup phase to be shorter than it is. I think that six months is the bare minimum that anyone can expect – 2 months to look for work, 2 months to do the work, 2 months to get paid. A year is probably more realistic, and I think that most freelancers reach “cruising speed” after about three years.

Un anno quindi è più che ragionevole. Se ci pensate bene, posticipare di un anno l’entrata nel mondo del lavoro attuale con i suoi fantastici stage da rimborso spese da 500€ non è certo la fine del mondo. In un certo senso poi è come se vi prendeste un anno sabbatico, solo che non state partendo alla scoperta del mondo, ma piuttosto di voi stessi e di ciò che volete diventare. Un anno poi è un’unità di tempo bella tonda, con un inizio e una fine. Perfetto!

What I’m working on today
Oggi cercherò di non morire di infarto: premetto di avere una particolare fobia degli aghi e purtroppo mi tocca fare il richiamo dell’antitetanica. Uff, per lo meno non sono esami del sangue 😛
Nel frattempo sto aspettando la risposta per un preventivo.
NB: in questi casi non aspettatevi di ricevere la risposta in un giorno. Oggi però me lo sento: è quello giusto!

Days left until doomsday 
6 mesi e 25 giorni

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com

Non volevo un blog. E invece…

Hi there!
Sono Ilaria, traduttrice freelance dall’inglese e dal tedesco.
Ho avviato la mia attività di traduttrice all’inizio del 2016 con l’obiettivo di realizzare IN UN ANNO il mio grande sogno di poter fare della traduzione il mio lavoro.

A 6 mesi dall’inizio della mia avventura, scrivere un blog non era proprio in cima alla mia to-do list:

  • è super impegnativo
  • ce l’hanno tutti
  • ma soprattutto, cosa avrei mai da dire di così interessante?

Ebbene, l’idea è nata da un’esigenza: sono sei mesi che cerco di orientarmi in questa giungla del lavoro freelance e non ho ancora trovato un sito/un portale/un forum che affrontasse e cercasse di dare una risposta ai miei mille dubbi da giovane apprendista. Ho iniziato ad avere una pulce nell’orecchio dopo aver scritto il guest post Oltre i primi passi sul blog della scoppiettante Chiara Zanardelli.

La mia timidezza cronica mi spinge sempre a cercare da sola le risposte alle mie domande e a evitare (PER FORTUNA!!) le figure di cioccolatino che fanno tanti miei coetanei e colleghi alle prime armi, che a volte vengono letteralmente linciati in gruppi di facebook più o meno accaniti per le loro domande spesso troppo ovvie agli occhi di un traduttore più esperto. È giusto essere trattati così?

In sei mesi ho imparato davvero moltissimo e vedo già con orgoglio i primi risultati del mio duro lavoro. Proprio per questo vorrei creare uno spazio in cui condividere SENZA PAURA i dubbi che mi sono posta in questi mesi e spiegare le soluzioni che ho trovato e che mi hanno portato fin qui.

What I’m working on today
Sto finendo di leggere “How to succeed as a Freelance Translator” di Corinne McKay, a.k.a. LA BIBBIA. Se non l’avete ancora messo nella booklist: FATELO! È rivolto a tutti gli newbie freelance translators out there, ma una lettura al capitolo sul marketing non farebbe male a nessuno.

Days left until doomsday 
7 mesi a partire da oggi

A presto,

Ilaria Corti
Traduttrice ed esperta linguistica
Inglese – Tedesco > Italiano
www.ilaria-corti.com